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Presentazione del libro “Empoli Scomparsa”

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Giovedì 25 giugno la Compagnia di San Michele ha riaperto le sue porte per tornare a parlare del volume “Empoli scomparsa” recentemente pubblicato da Editori dell’Acero.

La tappa pontormese non è casuale: la storia del nostro borgo ha molti aspetti che l’autore, Carlo Pagliai, intende approfondire.

Le belle immagini presenti nel libro illustrano due scorci della Pontorme di inizio Novecento, con i suoi edifici di origine medievale lungo la via Fiorentina e il ponte ottocentesco sull’Orme da cui deriva il toponimo dell’antico castello.

Proprio intorno a quel ponte, poi minato dai tedeschi e ricostruito nel dopoguerra, si è incentrato l’incontro di giovedì sera.

La più interessante divagazione sulla “Pontorme scomparsa” parte infatti dalla spalla destra di quel ponte, quella che guarda Empoli, dove alcune fonti ricordano la presenza di un antico arco o porta di accesso al castello.

Tra le varie testimonianze che indicano l’esistenza di questo misterioso elemento architettonico la più antica si trova proprio qui, nella chiesa di San Michele arcangelo a Pontorme, nella cappella del Battesimo a destra dell’altare maggiore.

Il fonte quattrocentesco reca uno stemma ancora in buono stato di conservazione dove si vedono il ponte e una sorta di arco “moncato” sormontato da arbusti incolti, vegetazione spontanea come quella che – se si alza lo sguardo – è raffigurata anche sulle rovine architettoniche dipinte nell’affresco sulla parete della cappellina.

Un dettaglio che non può essere solo casuale e sul quale Pagliai ha invitato i presenti a soffermare lo sguardo. Proprio perché la storia, a ben vedere, è scritta nei dettagli che ogni giorno abbiamo sotto gli occhi.

Basta solo saperli leggere.

Si ringrazia l’autore, Carlo Pagliai, per aver espresso il desiderio di presentare il suo lavoro anche a Pontorme e per aver colto l’occasione per tornare a parlare del Borgo.

 


“Il Pontormo, genesi di un’artista”

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Sabato 18 aprile presso la Compagnia della chiesa di San Michele a Pontorme si è tornati a parlare del Pontormo e della sua arte.

L’iniziativa, promossa da Carlo Pagliai dell’associazione Della Storia d’Empoli e sostenuta dai soci del Borgo Pontormese è stata presentata nei locali della suddetta Compagnia per l’occasione messi a disposizione dalla parrocchia di San Michele.

Alcuni figuranti (tutti “pontormesi DOC”) hanno vestito per l’occasione i panni dei signori di Pontorme e del pittore Jacopo Carrucci. “I costumi – ha sottolineato Belinda Bitossi del Borgo Pontormese – sono parte integrante della nostra festa di settembre e indossarli oggi ci da l’occasione di annunciare la recente iscrizione della nostra associazione nell’elenco regionale delle manifestazioni di rievocazione storica della Toscana. Ogni anno cerchiamo di realizzare un nuovo costume, quest’anno sarà la volta di un altro illustre pontormese, Alessandro Marchetti, personaggio di primo piano per la cultura italiana sebbene da noi ancora troppo poco conosciuto. Cerchiamo di fare il possibile con i pochi mezzi che abbiamo, tanta passione e un po’ di sacrificio da parte di tutti. Iniziative come quella di oggi ci aiutano a portare l’attenzione sul nostro patrimonio e sulla nostra storia, speriamo di continuare ad ospitarne altre anche in futuro”.

Il lavoro della dottoressa Gilda Martini è il risultato di uno stage universitario svolto con l’associazione Della Storia d’Empoli. La Martini ha scelto di occuparsi del Pontormo e degli anni della sua formazione nella Firenze del primo Cinquecento. clash royale free gems Una stagione straordinaria durante la quale Leonardo, Michelangelo e Raffaello ponevano a Firenze le basi per quella nuova maniera che Vasari avrebbe in seguito definito “moderna”. Inizia da lì la storia del Pontormo, una storia segnata sin dalla gioventù dalla sequenza di gravi lutti familiari ma anche da incontri eccezionali, a partire da quello con Leonardo, che sappiamo esser stato il suo primo maestro.

Attraverso una ricca scelta di immagini la Martini ha illustrato ai presenti il percorso dell’artista evidenziando i riferimenti alle opere di pittori e scultori del suo tempo e segnalandone debiti e innovazioni.

L’incontro si è poi concluso davanti alle opere del Pontormo in chiesa.